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vantiScontri e guerriglia urbana a Milano, il SULPL: «Solidarietà agli operatori coinvolti. La Polizia Locale non può essere lasciata sola da a rischi sempre più elevati»

Il lancio di un estintore contro un veicolo della Polizia Locale è un episodio gravissimo: solo per circostanze fortuite non si è arrivati a conseguenze drammatiche. Servono tutele concrete, sicurezza e pieno riconoscimento del ruolo degli agenti.

Il SULPL esprime la propria piena e incondizionata solidarietà a tutte le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine che, nelle ultime ore, sono stati chiamati ad affrontare i gravissimi episodi di violenza verificatisi a Milano. Un pensiero particolare va ai colleghi della Polizia Locale coinvolti negli scontri, chiamati ancora una volta a operare in condizioni di estrema criticità, mettendo a rischio la propria incolumità personale per garantire la sicurezza pubblica.

Le immagini che stanno circolando in queste ore restituiscono una realtà che non può essere minimizzata né derubricata a semplice tensione di piazza. Il lancio di oggetti, pietre, transenne e altri materiali contro gli operatori in divisa, così come gli attacchi rivolti ai colleghi dell’Arma dei Carabinieri e agli altri appartenenti alle Forze dell’Ordine, rappresentano manifestazioni di violenza inaccettabili, che nulla hanno a che vedere con il legittimo diritto di manifestare.

Particolarmente inquietanti sono le immagini del lancio di un estintore contro un veicolo della Polizia Locale. Un gesto che avrebbe potuto avere conseguenze tragiche per gli operatori presenti a bordo o nelle immediate vicinanze. Non siamo di fronte a una bravata, a una provocazione o a un eccesso da giustificare con la concitazione del momento: siamo di fronte a un comportamento che espone concretamente a un rischio gravissimo la vita e l’incolumità di chi indossa una divisa e sta svolgendo un servizio pubblico.

Di fronte a scene simili, la prima domanda da porsi è semplice: quanto deve ancora accadere prima che la sicurezza degli operatori di Polizia Locale venga considerata una priorità effettiva e non soltanto dichiarata?

La Polizia Locale è spesso il presidio istituzionale più vicino ai cittadini, presente quotidianamente sulle strade, nelle piazze e nei quartieri. Gli agenti intervengono nella gestione della viabilità, nei servizi di sicurezza urbana, nel controllo del territorio e nelle situazioni di emergenza. Sempre più frequentemente, tuttavia, si trovano a fronteggiare scenari che superano ampiamente la dimensione ordinaria delle attività di polizia amministrativa e stradale, con rischi operativi che richiedono preparazione, mezzi, protezioni e adeguati dispositivi di sicurezza.

Quanto accaduto a Milano riporta con forza al centro una questione che il SULPL denuncia da tempo: non si può pretendere che la Polizia Locale sia presente ovunque e affronti qualsiasi situazione senza garantirle strumenti, tutele e condizioni operative adeguate.

Gli agenti della Polizia Locale non sono operatori di serie B. Sono pubblici ufficiali che svolgono funzioni fondamentali per la sicurezza delle comunità e che, quando la situazione degenera, possono trovarsi esposti alle stesse aggressioni, agli stessi pericoli e alle stesse conseguenze fisiche e psicologiche che colpiscono gli altri appartenenti alle Forze di Polizia.

Per questo motivo, la solidarietà espressa oggi deve tradursi in atti concreti. Occorre investire nella formazione, nelle dotazioni di protezione individuale, nelle comunicazioni operative, nel coordinamento tra i diversi corpi e nella pianificazione dei servizi in occasione di manifestazioni ad alto rischio. È inoltre necessario garantire che il personale impiegato in contesti particolarmente critici disponga di adeguati livelli di tutela e di supporto operativo.

Il SULPL ritiene indispensabile che gli episodi di violenza vengano ricostruiti con accuratezza e che i responsabili siano individuati e chiamati a rispondere delle proprie condotte nelle sedi competenti. Le immagini disponibili e gli eventuali ulteriori elementi investigativi dovranno essere valorizzati affinché aggressioni e lanci di oggetti contro gli operatori non rimangano senza conseguenze.

La nostra vicinanza va anche ai colleghi dell’Arma dei Carabinieri, della Polizia di Stato e a tutti gli altri operatori coinvolti. Nessuna divisa deve diventare un bersaglio. Nessun lavoratore deve mettere a repentaglio la propria vita perché qualcuno decide di trasformare una manifestazione in un teatro di violenza.

È necessario, al tempo stesso, ribadire un principio fondamentale: il diritto di manifestare pacificamente è un pilastro della democrazia e va tutelato; non può però essere utilizzato come giustificazione per aggressioni, devastazioni e atti che mettono in pericolo le persone. La violenza di pochi non può essere confusa con le ragioni di chi manifesta nel rispetto della legge.

La Polizia Locale merita rispetto, protezione e riconoscimento. Non soltanto quando le immagini degli scontri occupano le cronache, ma ogni giorno, attraverso scelte amministrative e politiche coerenti con le responsabilità che vengono affidate ai suoi operatori.

Il SULPL continuerà a sostenere i colleghi, a denunciare le criticità e a chiedere interventi concreti affinché episodi come quelli verificatisi a Milano non vengano considerati un rischio inevitabile del mestiere. La sicurezza di chi garantisce la sicurezza degli altri non può essere lasciata al caso.

Ai colleghi della Polizia Locale di Milano e a tutte le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine coinvolti va la nostra piena solidarietà. A loro rivolgiamo un messaggio chiaro: non siete soli.

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