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Mario Lambretta, Tony Lambrusco e la riforma del Codice della Strada.


Tra le passioni della politica nostrana troviamo la modifica del Codice della Strada, a cui più o meno regolarmente viene messo mano. D'altronde è una riforma semplice da fare, non costa niente, non tocca grandi interessi, e alla fine si può dire di aver fatto qualcosa per la sicurezza stradale, che è sempre una bella coccarda da esibire.


Alla tradizione non poteva certo venir meno il Governo #Meloni, che si prepara ad
emanare un decreto legislativo (quindi molto veloce da approvare senza il tira e molla fra le due Camere parlamentari) di cui è ancora ignoto il testo; o meglio, il testo c’è ma non viene divulgato.

Nonostante questo, dalle informazioni disponibili sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e da quelle trapelate dagli operatori e associazioni di settore, tra cui evidentemente nessun sindacato, a cui è stato inviato il materiale di studio, emerge un drastico taglio alle risorse direttamente destinate alla Polizia Locale per tramite dei comuni.


Un taglio travestito da riallocazione delle risorse derivanti dalle violazioni delle norme del Codice della Strada, con cui il ministero guidato da Matteo #Salvini propone di destinare
il 70% dei proventi all’ente proprietario della strada, e il 30% all’ente accertatore per le attività di controllo e notifica (per le provinciali), e, pur lasciando le spese ai Comuni, il 100% dei proventi allo Stato per le strade in concessione (come quelle ANAS per esempio): non parliamo solo del velox, ma di tutte le violazioni, comprese soste, assicurazioni, telefonini, cinture, revisioni, ecc ecc Scompare poi (dimenticanza? Scelta mirata?) anche l'ipotesi di destinare una quota di tali fondi alla previdenza integrativa dei vari corpi di polizia, tra cui la Polizia Locale, beneficiaria del #Fondo Perseo Sirio.


"Bene, togliamo i soldi ai sindaci, meno multe, più sicurezza!, sta già urlando Mario Lambretta al Bar Indulto dopo il terzo spritz consecutivo.

"Mò lo voglio vedere se fanno ancora le multe, sti bastardi!", gli fa eco Tony Lambrusco, dai tavolini del vicino Bar Puscher.

Perché è questo, negli anni, il messaggio che la politica - per un qualche voto in più - ha voluto far passare, ovvero che la Polizia Locale le "multe" le fa per piacere, per interesse e per la casse del Sindaco, mai per la sicurezza. Salvo alla prima occasione lamentarsi - sempre per un qualche voto in più - dei pochi controlli su strada, delle "vittime del sabato sera", della "curva della morte" e della Polizia Locale, che chissà dov'è, invece di multare tutti quelli che se lo meritano.
E quindi che succede? Succede che per far contenti Mario Lambretta, Tony Lambrusco e gli altri amici del bar, il Governo sta per depotenziare, togliendo preziose risorse economiche ai comuni, la forza di polizia che fa la maggior parte dei controlli di polizia stradale, ovvero la Polizia Locale.


Scelta politicamente legittima, per carità, ma alquanto discutibile.


Semplicemente, meno risorse, meno controlli e meno Polizia Locale su strada. Facile immaginare il risultato anche solo nel breve periodo in termini di vittime della strada.


Visto che volendo il Governo è ancora in tempo per fare retromarcia, vogliamo sperare che prevalga il buonsenso, contrariamente a quanto avvenuto alla Camera in occasione
dell'approvazione della famigerata schiforma della Polizia Locale, e che almeno questa volta il voglia ascoltare la voce di chi la strada la conosce sul serio, perché su di essa ci rischia vita tutti i giorni.

La Segreteria Generale 
 Ferrara/Roma/Forli, 10 Agosto 2026

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