S INDACATO U NITARIO L AVORATORI P OLIZIA L OCALE 
35 anni a difesa della categoria
telegram logo 11

ASSEGNO UNICO UNIVERSALE 2022 TUTTE LE NOVITÀ

Importi-mensili-assegno.pdf

 

0001

 

 0002

 0003

 0004

 0005

 0006

 0007

 

 ASSEGNO UNICO UNIVERSALE 2022

TUTTE LE NOVITÀ
Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto attuativo sull’assegno unico, già previsto dalla legge di Bilancio 2021.
L’assegno unico verrà erogato per i figli (dal settimo mese di gravidanza fino a 21 anni), a partire da inizio anno nuovo.
Ne possono fare richiesta sia i lavoratori dipendenti che quelli autonomi.
I lavoratori potranno inoltrare la domanda per l’assegno unico per i figli, dal 1º gennaio 2022, per un periodo che andrà da marzo a febbraio dell’anno successivo.
L'assegno unico, che non concorre alla formazione del reddito complessivo, è compatibile sia con eventuali altre misure in denaro a favore dei figli, sia con il Reddito di cittadinanza (viene decurtata dalla quota spettante teorica dell'assegno unico la quota per i figli già prevista dal reddito di cittadinanza)
L’assegno unico andrà a sostituire gli Assegni familiari, Detrazioni, (tranne quelle per il coniuge a carico), bonus bebè, premio nascita,assegno terzo figlio.
Le famiglie avranno due mesi di tempo nel 2022 (gennaio e febbraio) per ottenere l’Isee aggiornato in corso di validità su cui definire gli importi. 
l'assegno mensile arriva fino a 175 euro e scenderà a 85 per i figli maggiorenni tra i 18 e i 21 anni
L'importo pieno andrà a chi ha un Isee fino a 15 mila euro,mentre per chi ha redditi superiori, l'assegno scenderà progressivamente, fino a un minimo di 50 euro (25 per i figli maggiorenni) per Isee oltre 40mila euro o per chi non presenta la dichiarazione. 
L’assegno sarà corrisposto dall’Inps al richiedente o, a richiesta anche successiva, in pari misura tra coloro che esercitano la responsabilità genitoriale.
Gli altri tre requisiti sono che il richiedente "sia soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia; sia residente e domiciliato in Italia; sia o sia stato residente in Italia da almeno due anni, anche non continuativi, ovvero sia titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale".
ANCORA UNA VOLTA IL GOVERNO SI È DIMOSTRATO INEFFICACE A TUTELA DEI LAVORATORI DIPENDENTI CHE,  NONOSTANTE CONTINUERANNO MENSILMENTE A VERSARE IMPOSTE, SI VEDRANNO NEGARE ALCUNI BENEFICI.