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GRADUATORIE, CAMBIANO I TERMINI DI VALIDITA

GRADUATORIE, CAMBIANO I TERMINI DI VALIDITA

Negli ultimi tempi, in vista della più volte annunciata ripresa delle assunzioni nella pubblica amministrazione per far fronte allo svuotamento degli uffici dovuto ai lunghi anni di blocco del turn-over, è tornato in auge il tema delle regole che governano lo svolgimento dei concorsi pubblici, comprese quelle che riguardano i termini di validità delle graduatorie e la possibilità di assumere tramite scorrimento di quelle non ancora scadute. I commi 147-148 affrontano l’annoso problema delle graduatorie-dinosauro più volte prorogate nel corso degli anni, in barba alla regola generale che fissa in tre anni il termine massimo della loro durata. Ecco le novità: per le graduatorie approvate nell’anno 2011, il termine di validità è fissato una volta per tutte (staremo a vedere…) al 30 marzo 2020, con obbligo per gli idonei – se chiamati per scorrimento – di svolgere corsi di formazione e aggiornamento organizzati dall’amministrazione interessata e previo superamento di un esame colloquio. Per le graduatorie approvate negli anni dal 2012 al 2017, il termine di validità è unificato al 30 settembre 2020 (la legge 145/2018 aveva previsto una serie di scadenze differenziate, ora tutte cancellate, che arrivavano sino al 31 marzo 2021 per quelle approvate nel 2017); per le graduatorie approvate nell’anno 2018 viene stabilito un termine mobile di tre anni dalla data di approvazione (la legge 145/2018 aveva posto un termine fisso al 31 dicembre 2021), che si applica anche alle graduatorie approvate nel corso del 2019; infine, le graduatorie approvate a decorrere dal 1° gennaio 2020 varranno solo due anni a decorrere dalla data di approvazione, anziché tre, con conseguente modifica (comma 149) del comma 5-ter dell’art. 35 del d.lgs. 165/2001.